“Zelensky non doveva iniziare la guerra”1. L’affermazione del Presidente Trump sulla guerra Russo Ucraina rappresenta l’esemplificazione empirica dello stile paranoide nella politica che avvalora la teoria di Hofstadter, secondo la quale “a distinguere lo stile paranoide non è, quindi, l’assenza di fatti verificabili […] ma piuttosto il curioso salto dell’immaginazione che immancabilmente avviene in qualche punto critico della ricapitolazione degli eventi”2.
Richard Hofstadter, autore del più noto per il suo saggio Anti-Intellectualism in American Life del 1963, insignito del Premio Pulitzer, pubblicò nel 1964 The Paranoid Style in American Politics. Il suo intento era definire il profilo del tipo paranoide nella politica americana e in generale nel conflitto politico.
Siamo nell’America degli anni cinquanta. Il paese è dilaniato dal Maccartismo. La vita politica americana, pur non avendo vissuto l’asprezza del conflitto di classe, era diventata il palcoscenico di una mentalità arrabbiata che si manifestava parossisticamente nell’estrema destra del paese. In quel contesto, si manifestano le caratteristiche dello stile paranoide: accesa esagerazione, sospettosità e fantasie cospiratorie intrise di frustrazioni economiche e sociali, che amplificano animosità e passioni di piccole e variegate minoranze facendole guadagnare influenza e popolarità, fino alla conquista di maggioranze elettorali.
Anamnesi dello stile paranoide in politica
Se il profilo paranoide clinico è la manifestazione di un disordine mentale cronico caratterizzato da sistematiche manie di persecuzione e di grandezza, nella sua dimensione politica del populismo si manifesta con un acuto sentimento di persecuzione strutturato secondo elaborate teorie di cospirazione. Sia nella dimensione soggettiva che nella dimensione politica lo stile paranoico si manifesta in un crescendo parossistico di eccitazione, sospettosità, aggressività e megalomania apocalittica.
Mentre il paranoico clinico vive in un mondo ostile e cospiratore diretto contro di lui, il paranoico politico vede l’ostilità e le cospirazioni dirette contro la sua nazione, la sua religione, la sua cultura, il suo stile di vita. L’obiettivo di questa aggressione coinvolge milioni di persone. Il paranoico politico – il populista attuale – percepisce quindi le proprie passioni – o paranoie – politiche come altruistiche e patriottiche. Questo trasferimento sul piano etico-morale dell’ossessione innesca una continua coazione a ripetere che intensifica la percezione di essere nel giusto, alimentando così la sua indignazione morale. Secondo Hofstadter, il fatto più impressionante di questo stile paranoico “è che rappresenta un modo di espressione antico e molto ricorrente nella nostra vita pubblica […] [e] l’esperienza ci suggerisce che […] arriva a ondate di intensità variabile.
Alcuni tratti storici dell’esperienza americana
L’idea di una cospirazione globale ad opera di massoni, gesuiti, dell’internazionale dei capitalisti, degli ebrei, dei comunisti o dei banchieri, degli intellettuali, o dei woker ,è un fenomeno ben presente nella storia moderna non solo americana. Il populismo paranoide è un ingrediente tipico dei fascismi e nazionalismi frustrati, ma può attraversare l’intero spettro politico. I processi e le purghe staliniane, le campagne di correzioni cinesi, per esempio, hanno rappresentato un esercizio devastante di stile paranoico alimentato da surreali lavori della fantasia.
Lo stile paranoico populista ha attraversato la storia politica e civile degli Stati Uniti d’America fin dalla sua fondazione, un magma carsico con le improvvise repentine e aritmiche esplosioni sociali.
In America si è presentato come lo stile prediletto dei movimenti minoritari di destra. Sul finire del 1700, precisamente nel 1798, John Robinson diede alle stampe Proofs of a Conspiracy Against all the religions and Governments of Europe: uno studio dettagliato nel quale si descrivevano le presunte attività di questi Illuminati di Baviera, la cui presenza,in America, peraltro è storicamente difficile da dimostrare. Secondo l’Autore, l’associazione era stata formata “allo scopo esplicito di sradicare tutti i sistemi di potere religiosi e di rovesciare tutti i governi esistenti” e guidò lo scatenamento della Rivoluzione Francese. Il movimento era libertino e anti-cristiano, dedito alla corruzione delle donne, ai piaceri dei sensi e alla violazione dei diritti di proprietà. I suoi membri avevano piani per produrre un tè che provocava l’aborto, una sostanza segreta che accecava o uccideva se spruzzata sul volto. Ma, sempre secondo Robinson, questi Illuminati pur profondamente anticristiani, erano pesantemente infiltrati dai Gesuiti.
Mentre secondo l’abate Barruel3 era in corso una triplice cospirazione ordita da anticristiani, massoni e Illuminati, per il quale “ogni aspetto della Rivoluzione Francese, fino ai crimini più orribili, era stata prevista, contemplata, architettata, decisa, decretata da uomini che soli tirano i fili, che sapevano come scegliere. La causa madre della Rivoluzione consistette in complotti escogitati già da lungo tempo e profondamente premeditati”4.
In America queste idee si diffusero rapidamente. Già nel 1798 in un sermone di un pastore del Massachusetts si sosteneva che “mezzi segreti e sistematici sono stati adottati e perseguiti [ …] per indebolire le fondamenta della religione […] e dunque privare il mondo della sua benigna influenza sulla società […] questi empi cospiratori e filosofisti hanno raggiunto i loro obiettivi in buona parte d’Europa”5. Il congregazionista di Boston Jedidiah Morse si muoveva in un’America divisa tra Jeffersoniani e Federalisti, tra Anglofili e Francofili e teneva sermoni nel quale sosteneva che gli Stati Uniti fossero vittime di un complotto giacobino scatenato dagli Illuminati e che il Paese andasse aiutato a difendersi dalla cospirazione internazionale. In quegli stessi anni il presidente di Yale, Timothy Dwight nel discorso in occasione del 4 luglio, The Duty of Americans at the Present Crisis, tuonò: “i peccati di questi nemici di Cristo, e dei cristiani, sono in numero tale che è impossibile persino descrivere […] non c’è sentimento empio o azione contro Dio che non sia stata tentata […]. Diventeremo complici […]? Lasceremo entrare questa gente nel nostro governo, nelle nostre scuole, nelle nostre famiglie? Lasceremo diventare i nostri figli discepoli di Voltaire […] le nostre figlie concubine degli illuminati?”.
La diffusione di queste denunce negli ambienti della destra non rifletteva soltanto le fratture tra federalisti e democratici, ma si sovrapponeva ai moti di ribellione contro le tasse sui liquori e le bevande distillate sviluppatasi tra il 1791 e il 1794. Nella vicenda non solo gli Illuminati, ma gli stessi circoli democratici-repubblicani erano accusati di essere giacobini e istigatori della Whiskey Rebellion.
Il complotto massonico
Negli anni ‘20 e ‘30 dell’ottocento il movimento anti massonico si radica nel nord degli Stati Uniti. Gli Stati erano interessati da una forte accelerazione industriale che modificava il panorama produttivo e sociale. Il movimento si diffuse tra i democratici popolari e gli egualitaristi rurali, mostrando le stesse paure dell’uomo comune per la perdita di opportunità e la feroce avversione verso le istituzioni ritenute aristocratiche come la Banca degli Stati Uniti.
Casi marginali come la scomparsa di William Morgan del 18266, un ex massone che avrebbe deciso di svelare i contenuti dei rituali e del presunto complotto massonico diventano ossessivi e la prova che la massoneria è una società segreta dedita alla cospirazione contro lo Stato. Non si è mai appurato chi fossero i responsabili della sua scomparsa, ma questo bastò per costruire la teoria che la massoneria costituiva un sistema di fedeltà separato da quello dello Stato e quindi incompatibile. Il conflitto tra segretezza e democrazia diventò sempre più la metafora per descrivere il conflitto tra classi privilegiate – oggi deep State – e gente comune. Il problema non è dato dal fatto che questi possibili comportamenti siano veri o falsi ma la cornice apocalittica e assolutistica nella quale queste attività venivano iscritte. Per le associazioni anti massoniche non era sufficiente denunciare che le società segrete erano una cattiva idea per le società democratiche. Per loro la massoneria era il motore di Satana: oscura, infeconda, egoista, demoralizzante, blasfema, omicida, antirepubblicana e anticristiana. L’istituzione più pericolosa mai imposta all’uomo.
Il complotto cattolico papista
Nel 1835 Samuel F.B. Morse7, figlio di Jedidiah, pubblico Foreign Conspiracy Against the Liberties of the United States : “Esiste una cospirazione e i suoi piani sono già in moto […] ci attaccano in un punto che non possiamo difendere con le nostre navi, i nostri fortini o i nostri eserciti”. Secondo Morse, l’Austria agisce oggi nel nostro Paese con un piano imponente per cambiare le cose, fa viaggiare i suoi missionari gesuiti, li ha forniti di denaro, e in caso di successo del complotto, in poco tempo qualche rampollo della Casa d’Asburgo verrebbe indicato come Imperatore degli Stati Uniti. Come canale di questa influenza vengono usati gli immigrati, ignoranti, analfabeti, incapaci di capire le istituzioni degli Stati Uniti.
Un appello per l’Occidente
in A Plea for the West, Lyman Beecher scrive che il protestantesimo è impegnato in una lotta per la vita contro il cattolicesimo affinché il millennio cristiano possa aver luogo negli Stati americani: “Il tempo è già agli sgoccioli… qualunque cosa faremo dobbiamo farlo in fretta”. Secondo Beecher, una vasta marea di immigrati ostili alle istituzioni libere, stava invadendo il paese sovvenzionati e incoraggiati dai potenti d’Europa. L’orda di migranti riempie le carceri, gli ospizi, la loro sorveglianza e il loro mantenimento fa quadruplicare la tassazione. Beecher è convinto che Metternich sia corrente dei fatti e che stesse costruendo un partito negli Stati Uniti una volta che le naturalizzazioni e la concessione del voto a queste moltitudini e ai loro demagoghi lo avesse consentito. Un partito che, ovviamente, venderà il Paese condannandolo a un imperitura prigionia. La cospirazione in corso mira a confondere la nostra politica, infiammare e dividere la nazione, spezzare il legame della nostra unione e rovesciare le nostre libere istituzioni.
Per l’Autore, la Chiesa cattolica è sempre stata la pornografia dei puritani: preti libertini, confessionali come luoghi di seduzione, conventi e monasteri come alcove e luoghi di licenza. Allora come oggi, la destra moderna si sente espropriata: l’America le è stata sottratta, ma è determinata a riprenderla. Le antiche virtù americane sono già state erose dal cosmopolitismo e dall’intellettualismo. L’antico capitalismo della competizione è stato gradualmente sfibrato dalla macchinazione dei socialisti e comunisti, oggi dalle regolamentazione dell’Unione Europea, l’antica sicurezza nazionale e l’indipendenza sono state compromesse dai complotti di uomini di stato che siedono nei centri dello stesso potere americano. Gli antichi massoni, oscuri gesuiti sotto mentite spoglie, o agli anonimi agenti papali, e banchieri internazionali che tramano nell’ombra nel corso del tempo sostituiti da figure pubbliche eminenti come i presidenti Roosevelt o Truman, Obama, Biden- , segretari di stato come Marshall, Acheson, Dulles, Hillary Clinton, Giudici della Corte Suprema come Frankfurter e Warren,scienziati famosi come Oppenheimer o Fauci.
Dalla Radio ai social
Con la rivoluzione della comunicazione introdotta dalla radio e oggi dalle piattaforme social, gli eventi che si sviluppano a partire dal 1939, dalla Seconda Guerra Mondiale, alla Guerra di Corea e alla Guerra Fredda, fino alla guerra in Ucraina e a quelle Mediorientali, hanno offerto allo stile paranoide un immenso e potenziato palcoscenico sul quale costruire una realtà parallela fantastica, con tanto di dettagli che vengono trasformati in indizi realistici che, nel corso dello sviluppo, si trasformano in prove inconfutabili della validità della propria fantastica realtà parallela del tutto confacente con le proprie idee.
Ogni storico, in particolare ogni storico militare, sa che la propria disciplina è un grande museo di errori e incompetenze, dove il genio è visibile per la sua estrema rarità. Me se ogni errore o atto di incompetenza viene sostituito da una cosciente azione di tradimento, possiamo vedere proliferare uno straordinario campo di affascinanti interpretazioni che si possono profilare nel inappagato immaginario paranoide: “Il tradimento governa ogni decisione del potere. Alla fine il vero mistero, per chi legge le principali opere del sapere paranoide, non è come gli Stati Uniti siano finiti nella pericolosa situazione attuale, ma proprio come siano riusciti a sopravvivere”. La vulgata paranoica tende a convergere verso una costruzione della realtà basata su questo assioma: non fa differenza se è tutto pianificato dagli agenti del complotto o se è l’opera di idealisti malaccorti. Il fatto è che esistono tutti i pezzi. Calzano a pennello in questo disegno, sia che siano stati pianificati dai comunisti o da qualche altro gruppo che si muove nell’ombra, sia che non lo siano stati. Quelli che hanno costruito questi pezzi sono in pochi, ma esercitano un controllo ferreo sul governo, sulla finanza, sulla stampa, la scuola, i sindacati, e così via.8.
Per il pensiero cospirazionista di destra tre sono i principali assunti. Il primo fondato sul fatto che la cospirazione raggiunge il suo apice con il New Deal di Roosevelt, il cui scopo vero e quello di fiaccare il capitalismo per aprire la strada al socialismo e al comunismo in America; il secondo è costituito dalla convinzione che il livello più alto dei funzionari governativi sia stato infiltrato a tal punto dai comunisti, oggi dai democratici anche essi agenti stranieri, che la politica americana è stata dominata da questi cospiratori che hanno costantemente svenduto gli interessi nazionali americani; il terzo è costituito dalla certezza che il Paese sia permeato da una rete di agenti cosmopoliti, democratici, wokes, come nei periodi precedenti era stato infiltrato da agenti gesuiti, e prima massoni, così che l’intero apparato della religione, dell’istruzione, della stampa e dei mass media è impegnato in uno sforzo coordinato per paralizzare la resistenza dei patrioti americani.
America’s Retreat from Victory: The Story of George Catlett Marshall9
Questo è uno dei documenti chiave che esemplifica il paradigma della mentalità paranoica è rappresenta l’accusa al Segretario di Stato George Marshall, presentato in Senato il 14 giugno 1951, dal senatore McCarthy e poi pubblicato con il titolo America’s Retreat from Victory: The Story of George Catlett Marshall. In questo atto di accusa, Marshall è trasformato nella figura chiave del tradimento degli interessi americani. Un tradimento che si attua attraverso la pianificazione strategica della Seconda Guerra Mondiale fino alla formulazione del Piano Marshall. Tutte le azioni adottate da Marshall, mai per errore o incompetenza, portano al fallimento dell’America. “Le sue decisioni […] sono sempre andate a servire la politica internazionale del Cremlino”. Lo stesso rapporto di Marshall sulla sua missione in Cina viene spiegato come un documento di propaganda a sostegno degli interessi di altri, di un altro Paese, di un’altra civiltà. Era chiaro che Marshall e Ascherson erano determinati a consegnare la Cina alla Russia, La stessa accusa fatta oggi dai Maga alle Presidenze democratiche. Il Piano Marshall una truffa ai danni della generosità, buona volontà e imprudenza del popolo americano, tesi oggi sostenuta con la stessa enfasi da J.D. Vance. La percezione del declino relativo della potenza americana tra il 1945 e il 1951, oggi rilanciata nei confronti della Cina, è interpretata come una precisa volontà e intenzione, come una “cospirazione di scala così immensa da far impallidire ogni altra impresa nella storia dell’uomo.10”
Secondo Robert H.W. Welch11 nel dopoguerra le influenze comuniste avevano il pieno controllo del governo federale. La loro influenza compare ad ogni svolta, danno l’assalto alle banche nel 1933, orchestrano il riconoscimento dell’Urss da parte degli Stati Uniti per salvare l’economia sovietica dalla bancarotta, hanno messo le mani sulla Corte Suprema per influenzarne l’orientamento in tema di segregazione razziale, facendola diventare una delle più importanti agenzie del comunismo. Stanno vincendo la battaglia per il controllo della stampa, del pulpito, della radiotelevisione, dei sindacati, delle scuole, dei tribunali e delle assemblee legislative d’America.
Tra apocalisse e Kairos
Lo stile paranoico populista ritiene che una “vasta” e “gigantesca” cospirazione sia l’unica forza motrice degli eventi storici. Tutta la storia è una cospirazione messa in moto da forze demoniache e, per batterle, è sempre necessaria una crociata senza quartiere. La mentalità paranoica vede la cospirazione sempre in termini apocalittici, la sua narrazione traffica con la nascita e la morte di interi mondi, di interi ordini politici, interi sistemi di valori. In ogni momento presiede la decisiva barricata della civiltà. Vive costantemente il momento del Kairos, del punto di svolta, del momento per svelare e organizzare la resistenza alla cospirazione. È l’ora o mai più. Il tempo è continuamente sul punto di scadere.
Gli avvenimenti apocalittici scatenano passioni e militanza, eccitano animi suscettibili in modo non dissimile dai temi del monoteismo, dei tratti tipici del cristianesimo. È una versione secolare e diabolica del tipico messianesimo avventista. Il paranoico si vive come un leader militante, non vede nel confronto alcuno spazio per mediazioni o compromessi. La posta in gioco è sempre un conflitto tra un bene e un male assoluti. Non si accontenta d’altro che della vittoria assoluta. L’altro e sempre nemico, talmente malvagio da eradicare, eliminare alla radice. Questa radicalità porta alla formulazione di obiettivi irrealistici e pertanto irrealizzabili. Ma la formulazione di obiettivi irrealizzabili, come il sommo bene, neanche lontanamente raggiungibili e il conseguente fallimento accrescono costantemente la frustrazione del comportamento paranoico. L’isteria che segue radicalizza sempre più l’obiettivo nella sua irraggiungibile purezza. Nella dimensione pubblica del populismo paranoico il nemico è la perfetta rappresentazione del superuomo amorale, il perfetto centauro demoniaco, il luciferino campione del male, sinistro, ubiquo, potente, crudele, sensuale, amante del lusso. Non è un soggetto della storia bensì un idealtipo. È un attore libero, intraprendente, satanico. Costituisce il meccanismo della storia, provoca le crisi, da l’assalto alle banche, manovra la finanza internazionale, causa recessioni o depressioni, orchestra disastri per godere dei profitti dalle miserie cha ha prodotto.
In questo contesto:“Gli eventi decisivi non sono considerati parte del flusso della storia, ma conseguenza della volontà di qualcuno”.12.
Il nemico come proiezione di sé.
Lo stile paranoide è fondato sull’imitazione del nemico. Ad esempio per contrastare il sapere luciferino dell’intellettuale cosmopolita il vero patriota deve essere in grado di surclassare il suo avversario facendo sfoggio di altrettanta erudizione e pedanteria. Il desiderio mimetico si manifesta sia nel modo di organizzarsi, sia nella considerazione del nemico: il Ku Klux Klan imita gli ordini cristiani sia indossando paramenti sacerdotali, sia elaborando rituali e gerarchie simili; i rappresentanti della cristianità nelle loro crociate anticomuniste, anti woke, esprimono apertamente la loro ammirazione per l’impegno, la disciplina, l’ingegno messo in campo dal nemico.
Nel dedicarsi alla nobile causa, all’unità di un gruppo sancito dalla tradizione e dall’autorità, il nativista, [il patriota] professa la fede nella democrazia e nell’uguaglianza dei diritti. Eppure, nel suo stesso zelo per la libertà assume curiosamente molte caratteristiche del nemico immaginato. Condannando la lealtà fanatica del sovversivo a un’ideologia, afferma un’accettazione similmente acritica di un’altra ideologia. Attaccando l’intolleranza del sovversivo nei confronti del dissenso, opera per eliminare dissenso e le diversità di opinione; censurando il sovversivo per presunta licenziosità, si dedica a fantasie carnali; criticando la fedeltà del sovversivo a un’organizzazione, cerca di dimostrare la propria incondizionata lealtà per la sua organizzazione. Il “born again” [il patriota, il vero americano] si avvicinava ancora di più ai modi dei suoi nemici quando forma società e gruppi compattissimi che sono spesso segreti e che subordinano l’individuo allo specifico obiettivo del gruppo. Sebbene i [patrioti] pensano di regola che la colpa più grave dei sovversivi è il fatto di sottomettere i mezzi ai fini, loro stessi raccomandano i metodi più radicali per purgare la nazione dai non patrioti, dagli immigrati, dai gruppi molesti per imporre una fedeltà indiscussa alla loro ideologia13.
Scrive Hofstadter, negli attuali movimenti di destra contemporanea un “ruolo importante è stato svolto da quegli ex comunisti che si sono spostati rapidamente, […] dalla sinistra paranoide alla destra paranoide, rimanendo […] aggrappati alla psicologia fondamentalmente manichea che sottostà ad entrambe. […] Fanno pensare a quegli antichi convertiti dal paganesimo al cristianesimo […] che alla conversione, non smettevano di credere del tutto ai vecchi dei, ma li trasformavano in demoni.14”
Il paradosso della prova
Lo stile paranoide è anche caratterizzato dalla ossessiva ricerca della “prova” che dimostrerebbe che ciò che è incredibile è la sola cosa degna di essere creduta. La ricerca paranoide parte sovente da alcuni giudizi difendibili. Ad esempio, gli antimassoni partono da una deduzione condivisibile. Infatti, è possibile che una società segreta di uomini influenti possa rappresentare una minaccia di qualche genere per l’ordine civile, per il primato dell’individuo e della libertà, o come per i Born Again una minaccia per una società omogenea. Molte decisioni della storia di un Paese possono essere criticate. Ma se per il discorso razionale tali decisioni sono errori di uomini o di apparati benintenzionati, per il paranoico sono luciferini piani di traditori. Nel metodo paranoide si parte da assunti difendibili, si prosegue con un accumulo di fatti per poi concatenarli a posteriori con la “prova “della specifica cospirazione da dimostrare.
Norman Cohn nel suo saggio The pursuit of millennium, individua una costante nel comportamento, uno stile caratterizzato da preoccupazioni e fantasie definite: “la visione megalomaniaca di se stessi come Eletti, interamente buoni, vittime di persecuzioni abominevoli ma sicuri del trionfo finale; l’attribuzione di poteri giganteschi e demoniaci all’avversario; il rifiuto di accettare i limiti e le imperfezioni ineluttabili dell’esistenza umana, come la transitorietà, il disaccordo, il conflitto, la fallibilità intellettuale e morale; l’ossessione per le profezie infallibili […] la spietatezza indirizzata a uno scopo che per sua natura non si può realizzare, indirizzata a una soluzione definitiva e assoluta che non potrà mai aver luogo […] concreto […] ma solo nel regno eterno e autistico della fantasia”
15. I movimenti caratterizzati dallo stile paranoide non sono costanti nella storia politica, le ondate si susseguono quando una cospicua minoranza della popolazione raggiunge una specifica massa critica. Queste minoranze si polarizzano prevalentemente intorno a conflitti sociali che fanno riferimento a sistemi di valori assoluti che portano nell’azione politica paure e odi fondamentali anziché interessi economici e sociali negoziabili. Le paure o le attese apocalittiche e le catastrofi sono gli elementi scatenanti della sindrome paranoica.
Tutti soffriamo la storia, ma il paranoico la soffre doppiamente, perché è afflitto non solo dal mondo reale, come tutti noi, ma anche dalle sue fantasie.
- https://www.repubblica.it/esteri/2025/02/19/news/trump_usa_colloqui_russia_ucraina-424013098/
- Richard Hofstadter, Lo stile paranoide nella politica americana, adelphi, 2021
- Augustin Barruel, Mémoires pour servir à l’histoir du Jacobinism, 1803
- Augustin Barruel, Op. Cit
- Jedidiah Morse, A Sermon, Preached at Charlestown, November 29, 1798 on the Anniversary Thanksgiving in Massachusetts.
- https://www.informazioneconsapevole.com › 2015/06
- Samuel F.B. Morse, Foreign Conspiracy Against the liberties of the United States, New York 1835
- Frank Chodorov, The Income tax: root of all Evil, New York, 1954; Chesly Manly, The Twenty-Year Revolution: From Roosevelt to Eisenhower, Chicago, 1954; John A. Stormer, None Dare Call It, Florissant, 1964
- David L Roll, George Marshall. Defenders of Republic, Penguin Putnam Inc, 2020
- Richard Hofstadter, Op. cit
- Robert H.W. Welch, The Politician, Belmont, Mass, 1963
- Richard Hofstadter, Op. cit.
- https://www.jstor.org/stable/i305478. David Brion Davis, Some Themes of Counter-Subversion: An Analysis of Anti-Masonic, Anti-Catholic, and Anti-Mormon Literature,Mississippi Valley Historical Review, XLVII, 2, Settembre 1960,
- R. Hofstadter,op cit
- Norman Cohn, The pursuit of the millennium, Londra 1957
