Editoriale

Mappe e Capitale. Elementi di geopolitica del capitalismo

di Dario D’Italia

Prologo

2021 d.C. Nel corso del briefing del G7 che si è svolto a Falmouth, Cornovaglia, tra l’11 e il 13 giugno è stato illustrato un obiettivo di carattere generale: “this year’s event is expcted to mark a return to strong global cooperation among the world’s major democracies. The leaders of four guest states – Australia, India, South Africa and South Corea – will join the leaders of the G7[1] nations and the European Union, thus reinforcing the group’s global democratic representativeness. The G7 has built up reputation for being an informal framework of cooperation on major global issues, which is driven by a shared commitment to the fundamental values of liberal democracies. This year’s summit is expected to reaffirm these values in the face of assertive authoritarian tendencies elsewhere in the world[2].” L’obiettivo sotteso del summit è stato quello della costruzione di una “Lega delle democrazie” capace di affermare una via alla globalizzazione, nel contesto dei valori liberaldemocratici, e contrastare la variante autoritaria.


[1] I Paesi del G7 sono: USA, Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito

[2] Comunicato del Briefing del Parlamento Europeo

Taglio basso

Elezioni regionali in Lombardia dal 1995 al 2018

Il sistema elettorale

Le sei tornate elettorali che scandiscono la  seconda fase del regionalismo italiano  vanno  della riforma elettorale introdotta con la legge del 23 febbraio 1995 n. 43 ( Nuove norme per la elezione  dei consigli delle regioni a statuto ordinario) alle elezioni appena celebrate lo scorso 4 marzo dell’anno in corso.

di Dario D’Italia

La Zattera

Cento anni: PCd’I – PCI, solo un anniversario?

Premessa

A 100 anni dalla nascita-fondazione (i due termini vanno tenuti insieme a partire dalla considerazione che i partiti politici, intesi come partiti di massa, che successivamente chiameremo “le macchine politiche del Novecento”, sono organismi sociali vivi, nei quali non vi è solo la storia dei capi o dei gruppi dirigenti, ma una storia sociale diffusa), a cento anni da quell’inizio, si diceva, non ci proponiamo di tentare una storia dell’organizzazione comunista in Italia.

Questa premessa è doverosa in quanto una storia del PCd’I – PCI è stata già raccontata autorevolmente da altri.  Altri, ancora, vi hanno riflettuto come protagonisti e/o testimoni apportando le intenzionalità e i punti di vista sulle scelte e i fatti che hanno scandito l’esperienza del progetto comunista nella Storia d’Italia del Novecento. Vorremmo anche evitare di tentare una ricostruzione del comunismo in Italia (PCd’I e del PCI) ossessionati dall’attualità, semmai preoccupati di rintracciare già agli albori gli incunaboli o i ritardi della vocazione nazionale, riformista – gradualista – democratica di quella che sarà la formazione politica più originale della storia politica del Novecento italiano.


I viandanti

Pietre d’Inciampo

Il ritorno dei grandi spazi

La Terra tra la teologia-politica dell’Anima, la Geoeconomia e il Welfare della Guerra

Le miliziane e i miliziani curdi in difesa di Kobane fanno riemergere fossili antropologici che risplendono nell’aurea del martirio  forze telluriche che contrastano l’orrore dell’annientamento perpetrato dalle milizie del Califfato del Levante, orda teologico-politica contemporaneamente pre e post moderna. Figure di combattenti primordiali, tenacemente sopravvissuti sia allo spaesante avvento delle modernizzanti statuazioni post coloniali, ammantate di neutralizzanti nazionalismi, sia al nientificante avvento delle moderne ondate della globalizzazione.